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      <title>Il Pesa-Nervi</title>
      <link>http://pesanervi.diodati.org/</link>
      <description>E ve l'ho già detto: niente opere, niente lingua, niente parola, niente spirito, niente. Niente, se non un bel Pesa-Nervi. Una sorta di stazione eretta e incomprensibile in mezzo a tutto nello spirito.</description>
      <language>it</language>
      <docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs>
      <managingEditor>pesanervi@diodati.org</managingEditor>
      <webMaster>michele@diodati.org</webMaster>
      <item>
         <title>Omega Centauri, un blog astronomico</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=370</link>
         <description>Una segnalazione per gli appassionati di astronomia.  
L&#39;immagine qui sopra mostra Omega Centauri, o NGC 5139: l&#39;ammasso globulare più luminoso e ricco di stelle all&#39;interno della Via Lattea. Probabilmente è il residuo di una galassia nana, fagocitata dalla nostra galassia in tempi remotissimi. 
Il numero di stelle che compongono Omega Centauri è semplicemente incredibile, ma, per averne un&#39;idea precisa, basta scaricare e scorrere la versione in alta risoluzione di questa straordinaria immagine scattata dal telescopio spaziale Hubble. 
Ho intitolato a Omega Centauri, quale simbolo delle meraviglie del cielo, un blog astronomico che ho messo online da qualche tempo, come erede di un altro blog astronomico, in via di dismissione, chiamato Betelgeuse. 
Omega Centauri (parlo del blog, non dell&#39;ammasso globulare) è realizzato usando la piattaforma Tumblr, che offre buone prestazioni e un sistema rapido e integrato per pubblicare immagini, link, articoli, video, interviste ecc. 
Mi auguro che chi legga questo invito alla consultazione abbia interesse e curiosità sufficienti per dare uno sguardo, e magari più di uno sguardo, al nuovo blog astronomico, il cui indirizzo è peraltro facile da ricordare: http://omegacentauri.info. 
Vi troverà immagini e informazioni su mondi al di là della nostra esperienza quotidiana, ma proprio per questo meravigliosi e affascinanti. </description>
         <author>info@diodati.org (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Sun, 30 May 2010 15:33:28 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Essere di sinistra e non saperlo</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=369</link>
         <description>L&#39;invito ad esporre in una lettera aperta le mie opinioni sul presente e il futuro del PD fattomi da Giancarlo Fornari, direttore della rivista &quot;Contrappunti&quot;, ha avuto un effetto dirompente sulla mia voglia, evidentemente repressa, di riflettere sul tema generale della sinistra italiana, cosa che avevo smesso di fare dopo la cocente delusione seguita alle elezioni di aprile 2008.  
Così ne è venuto fuori, più che una lettera aperta, una specie di diario retrospettivo in cui c&#39;è molto di autobiografico. Ma forse anche questa riflessione sul mio vissuto personale potrà servire per dare  una risposta all&#39;interrogativo più importante da porsi in questa fase, e cioè cosa può significare essere di sinistra oggi. E ammesso che esista ancora una &quot;domanda di sinistra&quot; nel nostro Paese, per capire anche cosa dovrebbe fare il PD per risponderle. Quanto segue è stato scritto alla fine di aprile 2009 e pubblicato online il 3 maggio su Contrappunti. 
La libertà di essere diversi
Fin da bambino sapevo oscuramente che la cosa più importante in assoluto, per il mio benessere, era conservare quell&#39;insolito dono che avevo scoperto prestissimo in me: la libertà di pensiero. Benché nato in una piccola città del Sud intrisa di conservatorismo e, per di più, uscito da una scuola elementare gestita dalle suore, possedevo la strana libertà intellettuale di pensare cose che andavano ben oltre gli insegnamenti ricevuti e i pensieri tipici dei miei coetanei. Potevo mettere in dubbio l&#39;esistenza di Dio e disquisire sulla natura dell&#39;universo con chiunque avesse la pazienza di starmi a sentire. Certo, talvolta mi giudicavano un po&#39; eccentrico. Ma nessuno si sognò mai di impedirmi di di scrivere - per esempio nei miei temi scolastici - le cose che mi passavano per la mente, spesso lontanissime dal sentire e dal pensare comune dell&#39;epoca e del luogo. Una volta, tanto per fare un esempio, le suore assegnarono a noi bambini di terza o quarta el (...)</description>
         <author>non@inserito.info (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Wed, 06 May 2009 09:48:12 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Mangiate più vegetali e meno carne</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=368</link>
         <description>La traduzione in italiano di un articolo pubblicato sul New York Times, giratomi da OIPA Italia, sezione di Roma. OIPA Italia. 
NEW YORK - Un cambiamento epocale nell&#39;uso di una risorsa che si dà per scontata potrebbe essere imminente. No, non si tratta di petrolio, ma di carne. Come il petrolio anche la carne è soggetta a una domanda crescente a mano a mano che le nazioni diventano più ricche e ciò ne fa salire il prezzo. E come il petrolio anche la carne è qualcosa che tutti sono incoraggiati a consumare in quantità minori. La domanda globale di carne si è letteralmente impennata negli ultimi anni, sulla scia di un benessere crescente, alimentata dal proliferare di vaste operazioni di alimentazione forzata di animali d&#39;allevamento. Queste vere e proprie catene di montaggio della carne, che partono dalle fattorie, consumano quantità smisurate di energia, inquinano l&#39;acqua e i pozzi, generano significative quantità di gas serra, e richiedono sempre più montagne di mais, soia e altri cereali, un fatto che ha portato alla distruzione di vaste aree delle foreste pluviali tropicali. 
Proprio questa settimana il presidente brasiliano ha annunciato provvedimenti di emergenza per fermare gli incendi controllati e l&#39;abbattimento delle foreste pluviali del Paese per creare nuovi pascoli e aree di coltura. Negli ultimi cinque mesi soltanto, ha fatto sapere il governo, sono andate perse 1.250 miglia quadrate di foreste. 
Nel 1961 il fabbisogno complessivo di carne nel mondo era di 71 milioni di tonnellate. Nel 2007 si stima che sia arrivato a 284 milioni di tonnellate. Il consumo pro-capite di carne è più che raddoppiato in questo arco di tempo. Nel mondo in via di sviluppo è cresciuto del doppio, ed è raddoppiato in venti anni. Il consumo mondiale di carne si prevede che sia destinato a raddoppiare entro il 2050. 
Produrre carne comporta il consumo di tali e tante risorse che è una vera impresa citarle tutte. Ma si consideri: secondo la Fao, la Food and Ag (...)</description>
         <author>michele@diodati.org (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Thu, 29 May 2008 09:53:24 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>La fiaccola sotto scorta e l&#39;ipocrisia della politica</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=367</link>
         <description>Che senso ha far viaggiare la fiaccola olimpica tra ali di poliziotti e all&#39;interno di stadi vuoti? Leggo da fonte Adnkronos: 

Staffetta blindata per la fiaccola olimpica in Pakistan
Staffetta blindatissima per la fiaccola olimpica giunta a Islamabad, dove i 66 tedofori si limiteranno a correre in uno stadio senza pubblico. Per scongiurare le proteste e i disordini che si sono avuti a Londra, Parigi e San Francisco, il governo pakistano infatti ha deciso di non far svolgere per le strade della capitale la tradizionale staffetta, ed ha chiuso la manifestazione al pubblico, riservando gli inviti solo ad autorità e media. 
E&#39; stato il presidente Pervez Musharraf, insieme al primo ministro Yousuf Raza Gillani, a consegnare la torcia al primo tedoforo, l&#39;ex capitano della nazionale di hockey, Samiullah Khan. Dopo aver fatto il suo giro nello stadio, Khan ha passato la fiaccola a Shabana Akhtar, la prima atleta donna ad aver rappresentato il Pakistan alle Olimpiadi. E&#39; la prima volta che si svolge una staffetta della fiaccola olimpica senza pubblico dal 1984. 

Quello che è successo a Islamabad è la logica conseguenza degli assalti alla fiaccola olimpica, realizzati o solo minacciati, da parte dei manifestanti pro-Tibet, nelle scorse tappe di Parigi, Londra, San Francisco. 
E&#39; inevitabile, però, chiedersi a questo punto che senso ha continuare la messinscena della corsa dei tedofori. 
Se è vero che il giro del mondo della fiaccola olimpica ha il senso di divulgare l&#39;immagine dello sport come strumento di sano agonismo e occasione per cementare la fratellanza tra i popoli (nell&#39;antica Grecia, i giochi olimpici imponevano la sospensione di ogni guerra), è evidente che, a causa delle vicende in Tibet, questo scopo è oggi completamente fallito. 
La corsa degli atleti più meritevoli con la fiaccola accesa innalzata è - dovrebbe essere - una delle immagini di sport e fratellanza umana più belle e commoventi. Vedere quella fiaccola attaccata (...)</description>
         <author>michele@diodati.org (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Thu, 17 Apr 2008 09:49:53 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>In Italia il crimine paga e può farvi vincere le elezioni</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=366</link>
         <description>L&#39;Italia spiegata agli americani dagli americani, alla vigilia delle elezioni politiche. Il Los Angeles Times ha pubblicato questo simpatico quadretto del nostro paese, per spiegare ai propri lettori cos&#39;è il nostro paese e che speranze di cambiamento ci sono alla vigilia di queste tristi elezioni politiche. 
La cosa che mi fa ridere è ripensare a tutte le volte che Berlusconi ricorda vanagloriosamente ai sudditi travestiti da giornalisti quanto lui abbia fatto per aumentare la considerazione degli stranieri per l&#39;Italia... 
Va bene. Ecco il testo dell&#39;articolo (chiedo scusa ai lettori del blog, ma davvero non ho voglia di tradurlo in italiano. Spero che si capisca ugualmente, e se non  si capisce, pazienza...). 

In Italy, crime pays and may get you elected
Voters&#39; ballot choices this weekend read like a laundry list of what ails the country. 
By Tracy Wilkinson, Los Angeles Times Staff Writer, April 13, 2008 
ROME -- When they vote this weekend, Italians can choose among any number of convicted felons or the odd TV go-go dancer on the ballot. Not to mention the personal friends, relatives and, in one case, the physical therapist of party leaders putting together potential governments. Crime does not disqualify you from running for office in this country, nor are qualifications necessarily necessary. 
Campaign season for the election of Italy&#39;s 62nd government in the last 63 years has highlighted the long line of unresolved problems undermining the country, thwarting important change and stymieing what was once a fabled icon of culture. 
A beautiful, romantic country of olive-dappled landscapes and cobblestoned piazzas famed for its food, fashion and bella figura, Italy is today a land awash in corruption, economic decay, political ennui, rampant impunity and a fast-declining standard of living. Inflation is among the highest in Western Europe, growth the lowest. Record numbers of people report feeling poorer than ever. 
The conduc (...)</description>
         <author>michele@diodati.org (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Sun, 13 Apr 2008 23:28:50 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Non sono tutti uguali</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=365</link>
         <description>Diliberto, Mastella, De Mita e le mani nelle tasche degli italiani. Il qualunquismo strisciante induce molti, giustamente disgustati dalla politica italiana, a non perdere occasione di gettare là un &quot;tanto sono tutti uguali&quot;, che finisce per tagliare alla radice qualsiasi ragionamento sulle attuali forze in campo. 
 No, io non credo che siano tutti uguali. I programmi degli schieramenti che si presentano alle elezioni politiche 2008 in qualche caso si somigliano, e non poco, ma vi sono differenze tra gli uomini che non dovrebbero passare inosservate. 
A me sembra, per esempio, che il gesto fatto dal segretario dei comunisti italiani Oliviero Diliberto, di cedere il proprio posto di capolista in Piemonte all&#39;operaio della Thyssen Krupp Ciro Argentino, sia di quelli che si vedono raramente in Italia: qualcuno che si fa da parte di propria iniziativa, senza che l&#39;atto sia il risultato di una solenne trombatura già scritta. Come è accaduto invece per Clemente Mastella, segretario dell&#39;Udeur, che si è fatto da parte non per la stanchezza accumulata in trenta e più anni di Parlamento, ma solo perché si è reso conto di non avere più nessuna barca su cui salire: ogni potenziale alleato ha infatti capito che imbarcare un voltagabbana come lui significa ormai perdere elettori, oltre che doversi confrontare di continuo con i suoi ricatti da &quot;ago della bilancia&quot; [nota successiva: ancora non sapevo dell&#39;offerta di Boselli a Mastella: della serie &quot;Machiavelli mi fa un baffo&quot; oppure &quot;voti non olent&quot;...]. 
Non sono tutti uguali. Per un Veltroni che decide di far posto a forze giovani e candida la sconosciuta Pina Picerno al posto di De Mita, sopravvissuto a oltre quarant&#39;anni di permanenza in Parlamento, c&#39;è un Casini che non esita a prendere a bordo nel suo partito il vecchio democristiano, facendolo capolista al Senato per la Campania. 
Ora Casini ha voglia di distillare il suo moralismo &quot;riformista&quot; ag (...)</description>
         <author>michele@diodati.org (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Sat, 08 Mar 2008 18:16:52 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Kafka è nato a Vienna? Non mi risulta</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=364</link>
         <description>La mancanza di cultura dei nostri politici è amplificata (o nascosta: dipende dai punti di vista) dall&#39;ancor maggiore ignoranza dei giornalisti.  Nella giornata di oggi, domenica 24 febbraio, l&#39;agenzia ANSA lancia la seguente notizia, BERLUSCONI: INTESA PDL-MPA, IN SICILIA CORRE LOMBARDO, al fondo della quale si può leggere: 

Al cronista che gli chiede se l&#39;appoggio di Cuffaro a Lombardo possa creare qualche imbarazzo a livello nazionale al Pdl, Micciché risponde con una battuta ironica: &quot;Evidentemente c&#39;è un motivo per cui KafKa è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia&quot;. 

Immediatamente il lancio d&#39;agenzia viene ripreso dal Corriere, in un articolo intitolato «Silvio costretto a cedere a pressioni», all&#39;interno del quale leggiamo: 

«CUFFARO? KAFKA NON E&#39; SICILIANO...» - Resta però la contraddizione Cuffaro, l&#39;ex presidente della giunta regionale, esponente dell&#39;Udc, che per primo aveva espresso il proprio sostegno a Lombardo. Nessun imbarazzo a livello nazionale? ha chiesto a Micciché il cronista dell&#39;Ansa. Ironica e amara la risposta: «Evidentemente c&#39;è un motivo per cui Kafka è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia». 

Anche La Stampa riprende la notizia e titola: Caso Sicilia, Miccichè si allinea: &quot;Lombardo avrà il mio appoggio&quot;. Nel corpo dell&#39;articolo non manca una ripresa letterale delle parole di Micciché riferite dall&#39;ANSA: 

Al cronista che gli chiede se l&#39;appoggio di Cuffaro a Lombardo possa creare qualche imbarazzo a livello nazionale al Pdl, Miccichè risponde con una battuta ironica: «Evidentemente c&#39;è un motivo per cui KafKa è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia». 

Il riferimento a Kafka rimbalza anche sui notiziari via web, come per esempio in Temporeale di Libero, che pubblica un articolo contenente la medesima dichiarazione di Gianfranco Micciché, presidente dell&#39;Assemblea Regionale Siciliana. 
La bellezza del Web è che permette (...)</description>
         <author>michele@diodati.org (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Sun, 24 Feb 2008 16:41:14 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Cena di beneficienza per gli orsi prigionieri nelle fattorie della bile</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=363</link>
         <description>Un invito a sostenere la causa di Jill Robinson e di Animal Asia Foundation per riscattare gli orsi dal collare, tenuti segregati per anni in atroci luoghi di tortura, in Cina, Vietnam e Corea. Domenica 2 marzo 2008, il ristorante &quot;Il Geco biondo&quot;, sito in via G. Cardano 105 a Roma, organizza una cena di beneficienza, con menu da 20 euro, il cui ricavato sarà devoluto interamente all&#39;associazione Animals Asia Foundation. Il Pesa-Nervi si è già occupato in passato della triste sorte di questi orsi. Invito i lettori del blog che hanno a cuore la vita e il benessere di questi magnifici animali a partecipare alla serata: potranno assistere a un bellissimo documentario, mangiare in modo sano e contribuire a una causa nobile. 
Di seguito il volantino che pubblicizza l&#39;evento. Il numero di telefono per prenotare è 329 7325187. 
 </description>
         <author>michele@diodati.org (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Wed, 20 Feb 2008 10:37:36 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Le squillo al potere?</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=362</link>
         <description>Due ricerche pubblicate dal Corriere della Sera online suggeriscono la necessità di un ricambio nella classe dirigente italiana.  Guardando stamattina la home page del sito Corriere.it, la mia attenzione è caduta sul curioso accostamento di due titoli di spalla. L&#39;immagine qui a destra mostra i due lanci, così come sono apparsi online. Il primo riporta tra virgolette il seguente allarme: &quot;La classe dirigente non legge più&quot;. Il secondo avvisa: &quot;Le squillo italiane? Sempre più colte&quot;. 
Andando a spulciare nel testo dei due articoli, nel primo, quello dedicato alla classe dirigenziale, trovo la seguente impietosa analisi: 

(...) È Pierfrancesco Attanasio a rivelare che la nuova classe dirigente italiana considera superfluo l&#39;aggiornamento professionale. E chiarisce che siamo in piena tendenza al peggioramento. I dati globali: nel 2000 soltanto un occupato su quattro leggeva un libro l&#39;anno per ragioni di lavoro, un dirigente o libero professionista o imprenditore su due e, addirittura, un ragazzo in cerca d&#39;occupazione su dieci. Includendo quest&#39;ultimo sconcertante dato, il nuovo millennio si apriva con soltanto sei milioni fra gli appartenenti alla popolazione attiva — impiegati e in attesa di impiego — che leggevano per aggiornarsi. Nel 2006 il loro numero è ulteriormente sceso. In cinque anni l&#39;Italia si è ritrovata con un milione di lavoratori informati in meno: cinque milioni in tutto su 25 milioni e quattrocentomila occupati o in cerca d&#39;occupazione. 
Per venti milioni di italiani, insomma, libri e lavoro non hanno nessuna attinenza. La classe dirigente non riserva sorprese meno incresciose, visto che nel 2006 la sua percentuale di lettori per motivi professionali è scesa del 7,6 rispetto ai già magri risultati del 2000. In cifre: soltanto 1.067.000 dirigenti, liberi professionisti o imprenditori leggono almeno un libro l&#39;anno che sia collegato al loro lavoro. In compenso, durante questo lustro, il numero d (...)</description>
         <author>michele@diodati.org (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Tue, 12 Feb 2008 09:29:10 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Napoli meravigliosa / 5</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=361</link>
         <description>Stralci dal &quot;Viaggio in Italia&quot; di Goethe dedicati al soggiorno a Napoli del grande scrittore e intellettuale tedesco, che dimostrano come Napoli sia stata, in un passato neppure troppo lontano, un luogo di civiltà, di cultura e di bellezza senza uguali nel mondo. Quinta e ultima puntata degli stralci dal diario napoletano di Goethe (vedi anche la prima, la seconda, la terza, la quarta puntata). 
I brani successivi sono tratti dal secondo soggiorno napoletano di Goethe, seguito al suo viaggio in Sicilia. Di particolare importanza è la critica dell&#39;antico luogo comune, di Napoli come città di fannulloni. Lo scrittore si sofferma sui mestieri del popolo napoletano e scopre che di veri fannulloni non ve ne sono: v&#39;è invece una gran quantità di persone impegnate nelle più diverse attività produttive e, soprattutto, capaci di riciclare ogni prodotto e rifiuto, anche le cianfrusaglie più insignificanti, riducendo al minimo gli sprechi di energia e di materiali. 
Rispetto al disastro ambientale e morale della Napoli odierna, c&#39;è tanto da riflettere e, probabilmente, da recuperare... 

 Stralci dal Viaggio in Italia di Johann Wolfgang Goethe / 5
Napoli, 17 maggio 1787
 
Ravello (foto di  Mor (bcnbits)).
(...) Per quanto riguarda Omero è come se mi fosse caduta una benda dagli occhi. Le descrizioni, le similitudini ecc., ci sembrano voli poetici e sono invece naturali oltre ogni dire, benché indubbiamente presentino una purezza e una forza intima che sgomentano. Perfino le maggiori inverosimiglianze e invenzioni hanno una naturalezza di cui non m&#39;ero mai capacitato prima di trovarmi al cospetto delle cose descritte. Permettimi di chiarire in breve il mio pensiero così: loro, gli antichi, rappresentavano l&#39;esistente, noi, di norma, l&#39;effetto; loro dipingevano il terribile, noi raffiguriamo in modo terribile; loro il piacevole, noi in modo piacevole, e via dicendo. Di qui la fonte d&#39;ogni iperbole, maniera, affettazione, ampollosità (...)</description>
         <author>michele@diodati.org (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Thu, 07 Feb 2008 00:37:31 +0100</pubDate>
      </item>
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